Pasta Voiello, sughi Mutti, legumi Amío. E mostarda fatta con la cipolla rossa di Breme. Comincio così la lista d’oro del casalingo di Voghera. Quella dei prodotti di origine certa, che metto più volentieri nel carrello della spesa. Ci ho pensato a lungo prima di decidermi, consapevole che il racconto delle mie scelte di consumo potrebbe essere facilmente interpretato come un endorsement verso alcuni produttori. Alla fine ha prevalso il desiderio di dare una risposta a quanti mi chiedono sempre più spesso: «che cosa devo comprare?». E li capisco. A furia di segnalare casi negativi di finti cibi made in Italy corro il rischio di passare per un incallito bastian contrario. Buono solo a dire «no».

Così mi son deciso. Ed ecco la prima puntata dedicata alla lista d’oro del casalingo di Voghera.

Inizio con quattro categorie di prodotti caratteristiche della dieta mediterranea. La pasta, i sughi di pomodoro, i legumi e la mostarda. È solo la partenza perché conto di arricchire la lista con i prodotti che di volta in volta mi troverò ad acquistare. Nel giro di qualche mese conto di coprire le principali merceologie alimentari che entrano più di frequente nel carrello della spesa degli italiani.

PASTA DA FILIERA SOCIALMENTE SOSTENIBILE

La pasta Voiello si trova a 2,50 euro al kg

Per la pasta ho scelto la Voiello, un marchio della Barilla, perché si trova facilmente in negozi e supermercati, in Lombardia come in Sicilia. E non è una scelta casuale. Si tratta di un prodotto che utilizza soltanto semola di grano duro italiano. Per la precisione di grano Aureo, una varietà ottenuta nel 2009 dopo un lungo percorso di ricerca condotto dalla Produttori Sementi Bologna, una storica società sementiera del gruppo Ziri. Questa varietà di frumento ha un contenuto di proteine del 14,5%, ideale per realizzare una pasta di alta qualità, gustosa, capace di tenere la cottura e di ricevere ottimamamente qualunque genere di condimento. Per ottenere le quantità necessarie a coprire la produzione di Voiello, la Barilla ha sottoscritto alcuni contratti di filiera con i produttori agricoli in Sicilia, Puglia e Campania. Un caso di scuola di filiera socialmente sostenibile. La trasparenza sullo scaffale dà lavoro a centinaia di agricoltori.

Naturalmente la Voiello non è l’unica pasta italiana al 100%. Fra le numerose marche che conosco segnalo Ghigi, Di Martino (prodotto strepitoso ma sito web pessimo), Gentile, la linea Fiorfiore Coop. Sempre nella grande distribuzione si può trovare all’Iper la Grande I, la pasta Voi, Valori origine italiana, frutto della collaborazione fra la catena di Marco Brunelli e Coldiretti.

SUGHI CON POMODORO 100% ITALIANO

Prezzo consigliato: 1,99 euro la confezione da 2,80 grammi

È in commercio da qualche mese una nuova linea di condimenti ottenuti esclusivamente con pomodoro italiano da produzione certificata. Si tratta dei Sughi semplici Mutti, disponibili in quattro diverse varianti: basilico, peperoncino, olive e verdure grigliate. A differenza di quanto accade per la passata, per il sugo di pomodoro non c’è il vincolo di indicare l’origine della materia prima. Ed è in questo segmento del mercato che in passato alcuni produttori disinvolti hanno utilizzato a piene mani il prodotto d’importazione. Sotto forma magari di doppio e triplo concentrato. I Sughi semplici portano l’unicità del pomodoro tutto italiano nel segmento dei condimenti pronti per la pasta. E non è poco. Per questo li ho inseriti nella lista d’oro. Il prossimo passo – e mi auguro che la Mutti stia già lavorando in questo senso – potrebbe essere quello di garantire anche l’origine degli altri ingredienti utilizzati: basilico, olive, peperoncino e verdure grigliate.

CECI, LENTICCHIE E FAGIOLI CON LA CARTA D’IDENTITÀ

I legumi Amío sono in vendita da 1,89 ( piselli verdi dell’Alberta) a 2,39 euro (ceci messicani)

Un’altra referenza che merita un posto nella lista d’oro sono i legumi a marca Amío, confezionati nello stabilimento veneziano della Ilta Alimentare che ha messo in commercio una linea di legumi secchi di qualità e con l’origine del prodotto ben visibile sulla confezione. Così, a fianco delle lenticchie verdi del Saskatchewan, ci sono quelle decorticate dell’Anatolia e le lenticchie Bio della Puglia. Lo stesso vale per i ceci e i fagioli che possono arrivare dal Sud Italia oppure dal Messico. La novità, su un mercato opaco come quello dei legumi secchi e in scatola, è l’origine che si trova stampata con grande evidenza sul pacchetto. Non vederlo è praticamente impossibile. Un caso di trasparenza più unico che raro nella categoria delle conserve secche o umide.

Inserisco volentieri i prodotti Amío nella lista d’oro perché sono buoni ma anche per rispondere a quanti mi rimproverano un eccessivo nazionalismo alimentare. Al casalingo di Voghera, come alla stragrande maggioranza dei consumatori, sta a cuore la trasparenza. L’importante è capire da dove arrivano i prodotti che mettiamo nel carrello. A noi il compito di decidere cosa comperare.

UN TOCCO LOCAL: LA MOSTARDA DI CIPOLLA ROSSA DI BREME

Euro 7,50 il vasetto da 220 grammi

Concludo questa prima puntata della lista d’oro con un prodotto decisamente local: la mostarda fatta con la cipolla rossa di Breme, un comune di 900 abitanti situato in Lomellina, alla confluenza tra il fiume Po e il Sesia. Da fresca questa cipolla ha un gusto unico e caratteristiche organolettiche strepitose che la fanno assomigliare più a un frutto che a un ortaggio. Glassata e sotto sciroppo, cioè trasformata in mostarda, è ugualmente indimenticabile. La prima volta l’ho mangiata con il bollito, ma è buonissima anche da sola, accompagnata con una fetta di miccone pavese. A produrla è un artigiano del gusto vigevanese, Danilo Scansetti, titolare della Dolce vita, in viale dei Mille 45, a Vigevano. Ma si trova anche online, sul sito del Paniere Pavese, a 7,50 euro al vasetto.

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