«Fette Morbidissime». Con questa denominazione di vendita farlocca, si presenta un prodotto che si trova in vendita in molte catene della grande distribuzione. La marca è Camoscio d’Oro e assomiglia molto a un Brie francese, anche se non lo dichiara. In verità non dichiara proprio nulla, dal momento che una «fetta» è per definizione una parte di un intero. Ma quale sia questo intero, non è dato sapere, anche analizzando centimetro per centimetro la confezione.

Il sostantivo formaggio non appare mai. Né sulla parte anteriore della confezione – dove è possibile leggere invece «gusto delicato» – né sul retro. L’unica definizione che compare, lontanissima dall’essere una denominazione di vendita è «Specialità lattiero-casearia». Ma non basta. È troppo generica. Tutti i derivati del latte si possono definire così: il burro, lo yogurt, il gelato, il latte condensato.

COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO

Recita l’articolo 17 del Regolamento Ue 1169/2011:

La denominazione dell’alimento è la sua denominazione legale. In mancanza di questa, la denominazione dell’alimento è la sua denominazione usuale; ove non esista o non sia utilizzata una denominazione usuale, è fornita una denominazione descrittiva.

E dal momento che Fette Morbidissime non si può considerare una «denominazione usuale» e tantomeno «descrittiva», bisogna prendere atto che questo prodotto ne sia sprovvisto. Ed è doppiamente incredibile perché sulla forma intera commercializzata sempre dal medesimo produttore, compare invece, ben chiara: formaggio morbido da tavola. Credo che si l’unico caso in cui i consumatori debbano acquistare il la stessa referenza in due presentazioni diverse per capire bene di cosa si tratti.

A produrre il Camoscio d’Oro è la Savencia Fromage & Dairy, una multinazionale francese con sede a Viroflay, un piccolo comune a due passi da Versailles. Oltre 20 controllate sparse in tutto il mondo, la Savencia ha 21.000 dipendenti e fattura 5 miliardi di euro l’anno. Un bolide, insomma.

È ASSENTE ANCHE IL PAESE DI ORIGINE

Ma c’è un’altra informazione mancante nell’etichetta delle Fette Morbidissime: l’origine del latte. E questa assenza mi fa insospettire. Il 19 ottobre è scaduto il termine entro il quale latte e derivati prodotti in Italia dovevano dichiarare il Paese di mungitura della materia prima e quello di confezionamento. Tutte informazioni assenti sulla confezione del formaggio-non-formaggio. Possibile?

Possibile, dal momento che non viene prodotto in Italia e sfugge all’applicazione del decreto che obbliga i nostri produttori a dichiarare il Paese di origine. Lo si capisce dal bollino CE, dove compare la sigla FR che identifica inequivocabilmente il Paese di produzione come la Francia.

UN DOPPIO PARADOSSO

Ma in questo dettaglio è contenuto un altro paradosso. La Francia ha approvato prima di noi un decreto che rende obbligatorio dichiarare l’origine del latte in etichetta. Ma il Camoscio d’Oro, pur fatto in Francia, viene esportato in Italia e quindi è esentato dal vincolo francese dell’origine, anche se da noi vige una regolamentazione quasi identica a quella adottata da Parigi. E al di qua delle Alpi, il decreto italiano esclude dall’obbligo dell’origine latte e derivati prodotti fuori dai confini nazionali.

Così un formaggio privo della denominazione di vendita, fatto in Francia ma con un none italiano ed esportato nel nostro Paese, finisce in vendita senza l’origine della materia prima, anche se nei due Paesi è obbligatorio dichiararla. Fra l’altro, proprio il regolamento UE 1169 del 2011 prevede che quando il Paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario è indicato come diverso da quello dell’alimento, vada specificato. E per il consumatore italiano fa fede l’unico recapito intelligibile scritto in etichetta: Savencia Fromage & Dairy Italia, Strada Provinciale 107, Ossago Lodigiano. Dove per altro risulta ubicata (come fa notare l’avvocato Dario Dongo a cui ho sottoposto il caso) la Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa. Insomma, un groviglio quasi inestricabile. E forse è così che dev’essere.

In attesa di aggiungere altri dettagli sulla vicenda, candido le Fette Morbidissime a etichetta farlocca dell’anno.

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