Dopo 50 anni di vita la Nutella cambia ricetta. E i tedeschi s’incazzano. A poco è valso il comunicato della società di Alba, in provincia di Cuneo. La potente associazione dei consumatori Verbraucherzentrale di Amburgo ha pubblicato sulla propria pagina Facebook una infografica (la riproduco qui a fianco) che segnala il cambiamento principale: il latte scremato in polvere passa dal 7,5 all’8,7 per cento. «E dato che il colore della nuova Nutella è più chiaro», scrivono i consumatori tedeschi, «riteniamo che il latte in polvere in più sia stato aggiunto a spese del cacao».

ETICHETTA RETICENTE

Non a caso sul proprio sito web la Verbraucherzentrale ha pubblicato un articolo intitolato proprio «Mano cacao, più latte in polvere», che analizza la lista degli ingredienti. «Il cacao», si  legge ancora nel post, «è scivolato nell’elenco dei componenti. La quantità esatta di cacao o molti altri ingredienti purtroppo non viene specificata dalla Ferrero in etichetta». Un sospetto che a parere dei tedeschi è confermato da altri dettagli presenti sul barattolo: «Secondo la tabella dei valori nutrizionali, il contenuto di zuccheri aumenta ulteriormente al 56,3% (in precedenza era il 55,9%), mentre il contenuto di grassi diminuisce al 30,9% (prima era il 31,8%). Ciò potrebbe essere correlato al contenuto più alto di latte scremato in polvere e al minor contenuto di cacao e di grassi. Così la Nutella rimane una crema di zucchero».

LA PRECISAZIONE DELL’AZIENDA

Inutile la precisazione giunta da Alba. La Ferrero rassicura che la ricetta della Nutella, «rimane quella che  consumatori conoscono e amano, con gli stessi criteri di alta qualità. In Italia, il contenuto di nocciole, cacao, zucchero rimane invariato. Ad agosto», si legge ancora, «ci siamo limitati a sostituire il siero di latte con una quantità equivalente di latte scremato in polvere (2,1 grammi ogni 100). La percentuale passa ora dal 6,6% al 8,7%. Questo ci permette di accrescere la qualità complessiva del latte contenuto nella Nutella, garantendo una miglior permanenza nel tempo del nostro gusto unico e inconfondibile».

Nella versione italiana la lettura dell’etichetta non aiuta a capire se i tedeschi abbiano o meno ragione sull’aumento dello zucchero, che viene elencato sempre al primo posto, e dunque resta il più pesante, prima ancora dell’olio di palma. L’unica notizia di cui si ha certezza è che gli stabilimenti in cui viene prodotta la famosa crema di nocciole sono diversi. L’impianto italiano è ad Alba, mentre in Germania si trova a Stadtallendorf, comune tedesco di 21mila abitanti nel cuore dell’Assia, come si evince dalla lettura della «nostra» etichetta.

 

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