Come acquistare un olio extravergine di qualità? E come essere sicuri che sia italiano? In definitiva: come evitare fregature? Domande che i consumatori si pongono sempre più di frequente. Soprattutto dopo gli ultimi dati diffusi dalla Coldiretti: due bottiglie di olio d’oliva su tre fra quelle confezionate nel nostro Paese contengono prodotto straniero. Spagnolo, greco e spesso extracomunitario, dopo che l’Unione europea ha abbattuto i dazi all’importazione su oltre 91mila tonnellate di olio tunisino.

C’è poi il rischio di acquistare un prodotto vecchio, visto che Bruxelles (già, sempre la solita Europa che tifa per l’opacità degli alimenti!) ha abolito il termine massimo di 18 mesi dalla data di imbottigliamento dell’olio fresco. Occhio poi ai bollini delle certificazioni: un conto è far certificare il prodotto a partire dall’origine. Altra cosa è la certificazione del sistema qualità.

Ecco dieci domande e dieci risposte che aiutano a scegliere, evitando le fregature più ricorrenti.

Domanda 1 – Come faccio a distinguere l’olio d’oliva italiano?

olive italianePer l’extravergine è obbligatorio indicare sempre l’origine che oltretutto dev’essere scritta con una dimensione del carattere leggibile e nello stesso campo visivo della denominazione di vendita, cioè l’etichetta anteriore. Se così non fosse si tratta di un abuso che può essere segnalato al Carabinieri dei Nas, i Nuclei antisofisticazione.

Domanda 2 – E per gli altri oli diversi dall’extravergine?

Sulle confezioni di olio d’oliva e olio vergine d’oliva non può essere indicata per legge l’origine delle olive. La legge non dice nulla al olio-sassoriguardo, ma prevale la giurisprudenza comunitaria: tutto quel che non è esplicitamente previsto è implicitamente vietato.

Domanda 3 – Marca italiana equivale sempre a olio italiano?

carapelli_firenzeAssolutamente no. Il brand non certifica nulla sulla provenienza delle olive, perfino se contiene riferimenti geografici al nostro Paese, ad esempio nomi di città. Come nel caso di «Carapelli Firenze», in cui il capoluogo della Toscana è parte integrante del marchio.

Domanda 4 – Per gli oli Dop e Igp è sempre obbligatorio scrivere l’origine?

Sì, è sempre obbligatorio. Nel caso degli oli Dop (Denominazione di origine protetta) viene indicata la zona d’origine, che solitamente è molto circoscritta, con l’eccezione della Dop Umbria. Gli oli Igp (Indicazione geografica protetta) invece, possono indicare, di regola, un’intera Regione.

Domanda 5 – Esiste un prezzo limite al di sotto del quale la qualità dell’olio può essere a rischio?

prezzo-olio-extravergine-di-olivaPurtroppo no. È buona regola però diffidare sempre degli oli venduti a un prezzo inferiore rispetto alla quotazione all’origine che si può facilmente verificare consultando alcuni siti internet:
www.ismeamercati.it
www.unaprol.it

Se il prezzo allo scaffale è inferiore rispetto a quello d’origine, il mio consiglio è di lasciare perdere e orientarsi su un altro prodotto.

Domanda 6 – È sempre obbligatorio scrivere in etichetta l’anno di raccolta delle olive?olive-raccolte-a-mano

Purtroppo no. È obbligatorio soltanto quando la bottiglia contiene olio 100% italiano e della stessa annata. In tutti gli altri casi l’industria di confezione può non scrivere nulla in merito.

Domanda 7 – La data di scadenza è obbligatoria?

La scadenza è obbligatoria per legge su tutti i prodotti alimentari. Per l’olio è a discrezione del produttore decidere quale sia, dopo che è stato abolito il termine massimo di 18 mesi dalla data di imbottigliamento dell’olio «fresco».

Domanda 8 – Nei punti vendita l’olio italiano si distingue facilmente dall’altro?

scaffale-olio-240Purtroppo no. Ad essere raggruppati in una zona ben definita del bancone sono gli extravergine Dop e Igp. Gli altri sono mischiati: non resta che leggere attentamente l’etichetta. E fidarsi soltanto della dichiarazione d’origine.

Domanda 9 – Le certificazioni riportate in etichetta sono sinonimo di qualità e italianità del prodotto?

Non è detto che un olio certificato sia per forza italiano. Talvolta il produttore si fa certificare il sistema di produzione che non garantisce nulla sull’origine della materia prima.

Domanda 10 – Se acquisto un olio direttamente dal produttore o al frantoio posso stare tranquillo?

Se si tratta di persona fidata e conosciuta sì. Accade tuttora che gli olivicoltori, quando portano al frantoio le olive, trascorrano anche l’intera notte in frantoio
loro presenza nel timore che il frantoiano gliele sostituisca.

E ora, buon acquisto. Seguendo queste semplici regole è altamente improbabile incorrere in fregature, tranne nei casi di frode, nei quali le indicazioni riportate in etichetta possono rivelarsi totalmente inattendibili.

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